La
cresta nord inizia con due aguzzi dentini ravvicinati (foto 1).
Si sale frontalmente il primo per brevi placche, un canaletto, e una spaccatura,
fino alla sommità (30 m., 2 chiodi, 111) e per rocce ripide ed esposte,
ma appigliate (111), si perviene all'intaglio tra i due dentini; come variante
si possono evitare gli ultimissimi metri del dentino, piegando verso sinistra
direttamente all'intaglio.
Da quest'ultimo, dapprima per il filo di cresta e poi con un breve aggiramento
a sinistra, si raggiunge in breve il secondo dentino.
Si può scendere in doppia (catena) oppure lungo un corto diedro sulla
sinistra, cui seguono una traversata a destra (3-4 m.) di una placca inclinata
e una larga
spaccata sul grosso masso incastrato sull'intaglio a monte del dentino (delicato
ed esposto).

La
terza parte della cresta (foto 3) presenta inizialmente una placca che precede
un dentino, scalabile al centro per rocce ripide (111), o aggirabile traversando
orizzontalmente a sinistra (10m)
e risalendo un canale verso destra che riporta in cresta.
Segue un tratto facile e quasi pianeggiante che porta al salto verticale sotto
la spalla: la "Placca Santi"; questa si supera direttamente (20m.,
esposto, verticale ma appigliato, 4 chiodi, 111) con una salita leggennente
obliqua verso sinistra (al tennine sosta su catena).
Su facile terreno verso destra si riprende il filo di cresta, si tocca la spalla
(croce), e si raggiunge in breve la vetta.
Dall'attacco 2-2.30 h - dislivello 300 m. - difficoltà III ("da
palestra") molto discontinuo.
Roccia bùona nei tratti impegnativi, molto viscida se umida o bagnata.
Discesa: lungo la via "nonnale".
Nota: il percorso di discesa è stato "preparato" (spit/fix,
ma senza placchette) dal Soccorso Alpino di Lanzo Torinese per consentire l'eventuale
evacuazione di feriti, tramite calate con barella portantina; ciò è
stato fatto in considerazione della "delicatezza" del terreno in caso
di maltempo.

Palestra di Roccia
delle Lunelle
(m 1434)
Uia di Calcante
Relazione Tecnica
Il
secondo lungo tratto della cresta (foto 2) è mediamente di facile percorso
(qualche breve passo fino al Il, percorribile "in conserva"), con
un susseguirsi di rocce, erba, alcune brevi paretine, qualche divertente e breve
crestina affilata.
Si arriva cosi alla sommità di un marcato rilievo, ben oltre la metà
della cresta; da questo si stacca (sul suo lato ovest) un lungo crestone che
orograficamente è la vera cresta nord delle Lunelle.
Si può scendere lungo una paretina verticale, leggennente strapiombante
negli ultimi 2-3 m. (111), cui segue il facile scavalcamento di un cocuzzolo,
e la successiva discesa al marcato intaglio a monte (111); in alternativa si
possono effettuare due doppie (catene).