La Vegetazione nel nostro paese.
I boschi nel nostro Paese hanno seguito, come
in gran parte del pianeta, l'evoluzione del genere umano. E' necessario
partire proprio da questa semplice affermazione per comprendere come in
realtà l'attuale assetto del manto forestale non sia altro che
la
risultante di un continuo adattamento alle condizioni di vita dell'uomo
che ha radicalmente trasformato le originarie selve.
L'uomo ha profondamente alterato non solo l'estensione
del bosco ma anche la sua composizione, cioè la rappresentatività
delle varie specie al suo interno.
Tanto per fare un esempio, basti pensare all'enorme diffusione del castagno
avvenuta soprattutto per soddisfare le necessità alimentari delle
popolazioni montane.
Ciò nonostante nell'ultimo mezzo secolo
è stata accertata la progressiva espansione del bosco, il che sembra
contrastare con l'opinione assai diffusa che individua il bosco come elemento
vulnerabile del territorio.
Tale errata convinzione ha portato ad una legislazione
vincolistica che certamente non giova al suo stesso equilibrio. Il progressivo
abbandono delle pratiche collegate alla selvicoltura, che sembra peraltro
inesorabile in una società moderna basata sulla produzione e sul
consumo di ben altri materiali e combustibili, certamente non contribuisce
alla sua riqualificazione sotto il profilo ecologico e produttivo.
Non può essere taciuto che oggi il bosco
non viene quasi più tagliato, non certo per motivi di tutela naturalistica
quanto piuttosto per ragioni squisitamente economiche.
Paradossalmente, quindi, sarebbe stato più giusto adottare severe
norme di tutela nel passato, quando cioè il bosco era al centro
dell'economia di montagna e la pressione su tale risorsa era quindi molto
più evidente in tutte le sue forme.
Semplificando al massimo, si possono distinguere le speci forestali tra
quelle a larghissima diffusione, che sono quindi da considerarsi specie
prevalenti e formano diffusamente boschi puri o boschi misti anche di
vastissima estensione cui solitamente attribuiscono il nome (es. faggeta
- querceto - castagneto - pineta - abetina - lariceto - ecc.) e quelle
la cui presenza è quasi sempre subordinata alle specie prevalenti
e sono quindi considerate specie secondarie o sporadiche.
Una particolare consociazione, inoltre, è
rappresentata dalla macchia mediterranea, costituita da specie che non
raggiungono un vero portamento arboreo a causa del degrado provocato dall'uomo
(incendi, tagli, pascolo). Le specie forestali presenti raggiungono un
modesto sviluppo (fino a 4-5 metri d'altezza) e anch'esse possono mescolarsi,
nelle più diverse situazioni, con varie altre specie pur essendo
considerate esclusive solo degli ambienti a clima mediterraneo.
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